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martedì 13 gennaio 2015

NOI SIAMO NOI STESSE / NOUS SOMMES NOUS-MÊMES

NOI SIAMO NOI STESSE
NOUS SOMMES NOUS-MÊMES

In noi la forza per contrastare
 terrore e terrorismo


SIAMO DONNE:
MADRI, SORELLE, FIGLIE, A VOLTE LAVORATRICI... E SUPERSFRUTTATE IN LAVORI MARGINALI.
LAICHE, DI FEDE ISLAMICA E NON…

Siamo impaurite, angosciate, preoccupate per il futuro nostro e dei nostri figli e figlie
Siamo le prime vittime del terrorismo, della guerra, degli armamenti, delle invasioni, delle guerre intelligenti, dell’esportazione della democrazia, delle politiche sull’immigrazione, della propaganda, dei giochi dei politici sugli immigrati/e, dell’ambiguità dell’Europa, della non accettazione dei nostri figli/e nati e cresciuti in Italia, del marchio su di loro, mai mossi da questo Paese, di eternamente “immigrati”
Siamo stanche dell’informazione mediata, delle mistificazioni mediatiche, degli spettacoli macabri, delle cosiddette guerre di religione, dei conflitti di civiltà, delle guerre tribali…
Perché mistificare anche sui termini?
Quale religione spinge al massacro di esseri umani? Quale civiltà può esprimere come alti valori l’annientamento degli esseri umani, della natura, della verità, della libertà di espressione, la cultura dell’odio, della sopraffazione …?
Vogliamo sapere chi fornisce le armi alle bande di “criminali terroristi pseudo religiosi portatori di morte e distruzione”
Vogliamo sapere chi trae giovamento da tutti i focolai di guerra aperti nel mondo, e delle continue stragi consumate
Vogliamo sapere chi decide sui destini del mondo
Vogliamo sapere chi sta lavorando per il nuovo assetto degli Stati
Vogliamo sapere come vengono considerati dall’Occidente i Paesi sauditi e se i rapporti commerciali e gli interessi finanziari cancellano ogni neo sulla loro cultura e la loro politica,

PRETENDIAMO DI CONOSCERE COME E CON QUALI MEZZI POLITICI:
LA COMUNITA' INTERNAZIONALE INTENDE CONTRASTARE
I FONDAMENTALISMI, IL FASCISMO, IL RAZZISMO, L’ODIO PER LE LE DONNE
LA CRIMINALITA’ TERRORISTICA
LE CRUENTE LOTTE TRIBALI
L'INFERNO DI BOKO ARAM E LE SUE STRAGI DI DONNE E BAMBINI
E LA PRATICA DI SOPPRESSIONE, RAPIMENTI, SEGREGAZIONE DI BAMBINE USATE ANCHE COME KAMIKAZE

OGNI MARTEDÌ POMERIGGIO ORE 15-19 SAREMO PRESENTI AL CENTRO ZONARELLI
VIA SACCO 14 - Q.RE SAN DONATO - BOLOGNA
PER RIFLESSIONI COLLETTIVE E PER METTERE A FUOCO LE NOSTRE FORZE E INTELLIGENZE PER AZIONI DI CONVIVENZA, DI INFORMAZIONE, DI RICERCA DI VERITÀ
PER CONTRASTARE TERRORISMO E TERRORE



ASS.NE ANNASSIM
DONNE NATIVE E MIGRANTI DELLE
DUE SPONDE DEL MEDITERRANEO


BOLOGNA 10-01-2015



lunedì 13 ottobre 2014

Io-Tu ... Noi-Voi ... / Festival del meticciato 2014

Annassim partecipa al festival organizzato da Ancescao (sul sito Io-Tu ... Noi-Voi, il programma completo) e da altre realtà presenti sul territorio intervenendo alla giornata dedicata al cibo come risorsa da tramandare e da difendere e patrimonio di culture. L'evento si terrà presso la Sala Consiliare del Quartiere Navile a partire dalle ore 17.00 e alla degustazione prevista per venerdì pomeriggio presso il Centro Costa. Di seguito il programma della giornata:
ore 17 Il cibo come prima ricchezza da condividere e tramandare 
  • Lella di Marco Hend Ahmed, Associazione Anassîm
La storia presa per la gola”, la cucina e il cibo come fulcro del nostro meticciato.     
  • Fausto Amelii, Centro Interculturale Zonarelli e Vincenza Perilli, InteRGRace 
Cucina meticcia: migrazioni e contaminazioni tra saperi, sapori e culture
  • Raffaele Riccio, Docente di Storia e Filosofia ed esperto di Storia dell’alimentazione
Pane e cereali: alimenti-cultura dei popoli

  •  Moderatrice della giornata: Mariana Joaquim Da Silva, mediatrice culturale

mercoledì 23 novembre 2011

Comunicato di Annassîm a "Bologna senza welfare"

All’assemblea e alle associazioni che hanno organizzato "Bologna senza welfare"

Nell’esprimere la solidarietà delle donne native e migranti di Annassîm, a quanti, uomini e donne, continuano a svolgere lavoro politico in difesa dei diritti dei lavoratori, delle fasce sociali più deboli, della scuola pubblica, dei servizi sociali , DELLA CULTURA E DELLA GARANZIA, DEI BUONI E VALIDI PROCESSI EDUCATIVI… APPOGGIAMO LE VOSTRE RIVENDICAZIONI CHE SONO ANCHE LE NOSTRE in quanto parti lese, in prima persona, dalle scelte governative e dalla “CRISI”

Come native  viviamo le difficoltà di tutti, lavoratrici sempre in pericolo, precarie, disoccupate, mamme, nonne. Queste ultime poi, costrette a fare da ammortizzatore sociale per scongiurare condizioni peggiori di vita, dando luogo ad un “welfare familiare” che non può far mai fronte alle carenze del “welfare reale” né può sostituirlo come invece vorrebbe lo Stato. Precarie e disoccupate che, ormai a parità di condizioni, vivono i disagi tanto quanto le donne immigrate.

Come immigrate vediamo nullificato il nostro progetto di integrazione e convivenza pacifica, per un futuro migliore nostro e dei nostri figli. Questi ultimi saranno quelli che pagheranno un prezzo notevole per scelte che non hanno fatto loro, in un paese che li ignora, anzi li respinge dopo averli illusi in una accoglienza che tutto ha fuorché valori di vera inclusione. Le nostre famiglie si sgretolano ogni giorno di più con la riduzione o l’assenza di lavoro, il deficit della giustizia nei nostri confronti, il pericolo di avere i figli portati via dai servizi sociali perché non abbiamo reddito e spesso i nostri mariti disoccupati rischiano l’alcolismo e la depressione. Figli nati in Italia che vengono considerati sempre immigrati. Stranieri o addirittura clandestini da criminalizzare. Adesso noi donne migranti siamo nella condizione di non potere più ritornare al nostro paese e di non riuscire a vivere in Italia.

Come Annassîm stiamo tentando di fare un’analisi sulla trasformazione della migrazione femminile, sul cambiamento di mentalità e abitudini nella relazione con i/le native, sulla differenza che comincia ad essere evidente fra noi genitori venuti da ALTROVE e le nostre figlie e i nostri figli nati e cresciuti in Italia. Non ci sfugge il nuovo ruolo del Volontariato e il suo uso strumentale da parte delle istituzioni, contro cui bisogna opporsi. Un Volontariato che spesso non ha nulla di militante, ma diviene strumento a bassissimo costo per far fronte ancora, di nuovo, alle carenze dello Stato. Tali problemi non vanno visti in modo isolato ma insieme a tutto il resto che è oggetto di denuncia sociale. Tutto ciò è da collocarsi in un quadro “comune “ la cui soluzione non può che essere politica e culturale. Ormai non si può più delegare, dobbiamo ragionarne insieme, il protagonismo non può che essere di tutte/i. Da questa gabbia o ci salviamo unendo la lotta di tutte/i o non c’è salvezza possibile. In conclusione, ciò che occorre fare è individuare le forme di aggregazione, di resistenza e di proposte costruttive partendo dalla considerazione che SIAMO IN QUESTO SISTEMA e CHE LA REALTA’ DI PARTENZA E’ QUELLA IN CUI VIVIAMO ed è quella da cui dobbiamo ripartire!

Bologna, 23/11/2011